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IL CENTRO RELIGIOSO
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Il Duomo
Dedicato all'Assunta, il Duomo di Parma, è tra le più alte espressioni dell'architettura
romanica. Nel corso dei secoli si sono succeduti diversi mutamenti che hanno causato
modifiche alle strutture dell'edificio.Fu distrutto da un violento terremoto nell'anno
1117, che salvò solamente le absidi; fu quindi completato nel XII secolo per giungere
fino a noi. Nel corso del 1200 si innalzò il campanile ed in epoche successive
furono aggiunte le cappelle laterali. La facciata austera si presenta a blocchi
d'arenaria animata da tre ordini di logge, mentre il portale centrale è preceduto
da un protiro con leoni stilofori. Il campanile reca sopra la cuspide un angelo
in rame sbalzato e dorato, il cui originale si trova all'interno della chiesa.
L'interno, a croce latina, è a tre navate su pilastri dai bellissimi capitelli
e si presenta alquanto suggestivo per i grandiosi affreschi, i matronei e il presbiterio
sopraelevato sulla cripta. Di notevole interesse la cupola affrescata dal Correggio tra il 1526 e il 1530
e dedicata
all'Assunzione della Vergine, in cui morbidissimi chiaroscuri annullano ogni
effetto di spazio reale. Il rilievo della "Deposizione", ora murata nel transetto
destro, costituisce uno degli esempi più alti dell'opera di Benedetto Antelami
e della scultura romanica. Sotto il transetto e il presbiterio si trova la cripta,
retta da colonne di vario materiale, dimensioni e con capitelli decorati da motivi
vegetali, risalenti alle prime fasi costruttive dell'edificio (fine XI - inizio
XII sec.); nel pavimento sono visibili frammenti di mosaici con disegni geometrici
e pesci, d'epoca paleocristiana e provenienti dalla primitiva basilica della città
(V - VI sec.). Ph: ©Franco Furoncoli Fotografo |
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Il Battistero
Costruzione romano gotica in marmo di Verona, tutta corsa da leggiadre logge
architravate, a pianta ottagonale, è una delle straordinarie testimonianze del
momento di transizione dall'arte romanica al gotico in Italia. Benedetto Antelami
progettò e realizzò quasi per intero la mirabile decorazione plastica: dallo zooforo
che corre parallelamente al basamento, alle historie dei portali, alle singole
figure collocate entro nicchie all'esterno, alle statue dei Mesi all'interno;
particolare attenzione meritano Salomone e la Regina di Saba. Il registro inferiore
del Battistero è percorso per intero da uno zooforo a basso rilievo, con figure
d'animali reali e fantastici, mostri infernali e marini centauri, sirene, liocorni
e segni dello zodiaco; la fascia di 79 formelle è interrotta da tre grandi arcate
entro le quali si aprono i tre portali: portale della Vergine, portale del Giudizio
e portale della Vita, nei quali si snodano i racconti delle origini della cristianità.
L'interno è un vasto ambiente di linee slanciate ed eleganti, con un numero di
lati doppio rispetto al perimetro ottogonale esterno. Al centro si nota la doppia
vasca, adatta al battesimo per immersione, attorno alla quale troviamo celebri
sculture dell'Antelami, straordinarie per qualità varietà e ricchezza: celebri
soprattutto le sculture ad altissimo rilievo dei mesi, delle stagioni e dei segni
zodiacali. Ph: © Amoretti Fotografo |
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San Giovanni Evangelista
Fu fondata nel secolo X ma ricostruita fra il 1498 e il 1510 per ordine dei Benedettini.
La ricca facciata barocca in marmo bianco e realizzata nel 1604-1607 contrasta
con l'architettura rinascimentale del complesso, sottolineata dall'armonioso insieme
dei chiostri dell'annesso convento e dall'alto e slanciato campanile. E' famosa
per la decorazione pittorica è l'armonioso interno a croce latina, con tre navate
definite da classici pilastri scanalati in pietra grigia. Lungo la navata mediana
corre un fregio raffigurante Il sacrificio ebraico e pagano, dipinto da Correggio
nel 1522-1523 con l'ausilio di Francesco Maria Rondani. Ph: © Franco Furoncoli Fotografo

Notevole la cupola raffigurante La Visione di San Giovanni a Patmos o il Transito
dell'Evangelista secondo i vari Padri della Chiesa, dipinta dal Correggio (1520-24),
a completamento di un preciso, accurato programma decorativo che interessa l'intera
chiesa. Di grande interesse la grande pala di Gerolamo Bedoli, dietro l'altar
maggiore, con la Trasfigurazione e il coro ligneo intarsiato e scolpito da Marcantonio
Zucchi (15212-31), la sagrestia dipinta da Cesare Cesariano, la biblioteca, che
conserva i vari esempi di codici miniati del '400-'500, e i celebri chiostri.
Ph: © Amoretti Fotografo |
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Storica Farmacia di San Giovanni
Sorge entro le mura del convento di San Giovanni, documentata fin dal 1201 ma
probabilmente d'origine ancor più antica. Fondata e gestita dai Benedettini, rimase
funzionante fino al 1766, in seguito acquista dallo stato, fu ripristinata e aperta
al pubblico nel 1959.
Vi si possono visitare tre sale interamente arredate con scaffalature risalenti
ai secoli XVI - XVII, in cui sono disposti una ricca serie di vasi da farmacia
assegnabili a manifatture ed epoche diverse, differenti per forme e dimensioni,
con albarelli, fiaschette, boccali e mortai dedicate alla preparazione dei medicinali.
Nella Sala del fuoco è posto il banco delle consegne con bilance di precisione,
nella Sala dei mortai spiccano nelle lunette i maestri della medicina antica,
mentre la Sala delle sirene è dedicata ai maestri parmensi della medicina e della
farmacologia. Ph: © Franco Furoncoli Fotografo
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Madonna della Steccata
La chiesa, a pianta centrale, è opera di Bernardino e Giovan Francesco Zaccagni,
i quali fra il 1521 e il '25, ripresero i canoni architettonici elaborati dal
Bramante, e rappresenta un legame profondo con la guerra di Parma del 1521, ponendosi
quale omaggio in ringraziamento alla Vergine per la vittoria contro i nemici.
Verso la fine del 1600 furono introdotte modifiche ed ornamenti alle coperture
esterne, nonché la grande balaustra che gira intorno ai braccidella croce. L'interno,
dovuto ai più grandi maestri del rinascimento parmense, è impreziosito da vaste
decorazioni, comeappaiono sull'altar maggiore: le Vergini sagge e le Vergini folli
del Parmigianino, l'Incoronazione della Vergine realizzata nel 1540 dall'Anselmi
e i catini nord e sud (Pentecoste e Adorazione dei pastori) di Bedoli. La cupola,
risalente al 1560 è affrescata da Bernardino Gatti (Assunzione della Vergine).
Ph: © Carra Fotografo |
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Camera di San Paolo
In origine era parte dell'appartamento delle Badesse del monastero delle Benedettine
di San Paolo, ristrutturato e decorato a partire dal 1514 per volere della badessa
Giovanna da Piacenza. La straordinaria decorazione pittorica presente all'interno
è opera del Correggio, eseguita nel 1519 ed è ritenuta uno dei più grandi capolavori
del maturo rinascimento italiano. La stanza è coperta da una volta ad ombrello
divisa in sedici spicchi da cordonature tardo gotiche.
Al centro della cupola vi è l'emblema araldico della badessa Giovanna, mentre
negli spicchi si aprono al cielo sedici ovati dai quali si affacciano vivaci e
delicate figure di putti festanti.
Alla base della volta sono collocate lunette a finto marmo, dipinte come bassorilievi
e raffiguranti divinità dell'Olimpo. Sulla cappa del grande camino in pietra è
raffigurata Diana sul carro mentre si accinge a partire per una battuta di caccia.
Il significato della rappresentazione è sicuramente più ampio della semplice allegoria
venatoria incentrata sul mito della dea cacciatrice: l'interpretazione più diffusa,
vuole, infatti, che il ciclo pittorico racconti la strenua lotta che la badessa
condusse contro le autorità civili e religiose, decise a ridurre il potere politico
dei conventi.
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